Finito il girone di andata (in realtà c’è una partita da recuperare, ma oggi si gioca la prima di ritorno), la situazione è la peggiore. Nemmeno immaginabile a inizio campionato, i Bucs sono ultimi, con 7 punti, di cui 6 ottenuti nelle prime due giornate.

Il rischio di retrocedere è concreto. Si spera in una prova di orgoglio, ma l’ultima che torna alla mente risale a due anni fa, a Gallarate, quando i Bucs sconfissero la capolista, San Paolo, ancora imbattuta, per 2 a 1. E la situazione era difficile – ai tempi si lottava per la promozione -, ma non quanto adesso.

Siete una squadra inglese, dura a morire. Mi diceva così un amico, nostro rivale di sempre sul campo. Forse era così. Forse non lo è più. Eppure, nonostante la classifica, non ci voglio credere. Prima della pausa abbiamo affrontato l’attuale capolista, e lì si è solo intravisto, ancora una volta, il cuore Bucs. Fuori dalle regole, lottatori, fino all’ultimo. Ma non è bastato.

Risvegliamolo e crediamoci, perché adesso tocca a noi.